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Appuntini estivi a chi pensa che quella di Visto sia satira.

Appuntini estivi:
1) Fare satira sui carabinieri o su i gay non è la stessa cosa. Uno è un mestiere, l’altra è una situazione d’essere. Detto questo, per me è lecita in entrambi i casi, ma posso capire chi, dopo anni si vessazioni, insulti, e situazione da non-riguardo da parte dello Stato che non ti fornisce gli stessi diritti degli etero, non trova “carino” ricevere addirittura della “satira”.
2) la satira non tutti la capiscono (e non tutti la sanno fare). C’è chi definisce satira quella di “Visto”, e probabilmente ha avuto una vita così triste da non avere mai incontrato la vera satira. Per me la Satira è tipo Spinoza. Anche quando parla male di quello in cui credo, perchè comunque lo fa in modo “pensato” e non scrivendo la prima cagatina che giunge all’unico neurone funzionante.
Quella non è satira, ma è chiacchiera da bar (anche abbastanza ridicola, o comunque “insultante”). La satira non reca insulto, ma al massimo critica, anche in modo feroce. A questo punto Visto potrebbe anche allegare un cd con le bestemmie più belle scelte dalla redazione. Poi voglio vedere la reazione dei marioadinolfi e dei suoi adepti.

P.s. Riporto la barzelletta nella copertina dell’allegato di Visto:
“Ti va di giocare a nascondino?” “Ok, se mi trovi mi puoi violentare. Se non mi trovi….sono nell’armadio”
Che ridere…

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Libri da leggere-Il caso di Eddy Bellegueule

Romanzo Bombiani

In 3 notti (si, leggo di notte) ho finito di leggere Il Caso di Eddy Bellegueule. Un successone francese (ha venduto in pochi mesi più di 200mila copie), che sicuramente in Italia non avrà pari risultati (perché il tipico lettore italiano d’estate legge “50 sfumature di grigio”).
Eppure consiglio a tutti di acquistarlo.
Perché leggerlo:
1) VALE PIU’ DI MILLE EDITORIALI SUL SUCCESSO DI MARINE LE PEN IN FRANCIA. Eddy è un ragazzino cresciuto in un paese nel nord della Francia, povero, ignorante, piccolo. Un paese dove l’ideale dell’uomo perfetto è: macho, non sottomesso alla donna, francese doc. L’immigrato è visto male, il gay è visto male, e pure il borghese è visto male. Non a caso l’ambientazione è la stessa che ha visto il 25 maggio più del 50% degli elettori votare Front National.
2) E’ UN RACCONTO D’UMILIAZIONE E SOFFERENZA. E chi ha un occhio (diciamo) di sinistra non può girarsi dall’altra parte mentre tutto ciò avviene. E non avviene solo nel paese di Eddy, ma ovunque, nel mondo “civilizzato” nell’occidente, e soprattutto nelle periferie nei piccoli centri. Dove le persone non finiscono la scuola, perché vanno a lavorare giovanissimi in fabbrica.
3) NON E’ UN SEMPLICE RACCONTO D’OMOFOBIA. Ma è un racconto di sofferenza, dove tutte le minoranze, o i più deboli, possono ritrovarsi. In parecchi hanno avuto la storia di Eddy senza avere però il coraggio di raccontarla. E non solo in Francia.
4) E’ UNA STORIA VERA. E questo è il fattore più triste. Perché leggendo, piangendo, quelle pagine, la più grande amarezza è proprio il fatto che esse raccontano pari pari eventi che il protagonista (che è lo scrittore) ha già vissuto.
5) RACCONTA COME E’ INUTILE APPARIRE ALTRO. Eddy lotta per anni cercando di essere “duro” di essere “come gli altri”, ma alla fine la realtà non si può più mutare. Non può sforzarsi a baciare ragazze o a fidanzarsi con loro per tutta la vita. Eddy è diverso, e se gli altri non l’accettano, conviene fuggire.
6) E’ UN RACCONTO DI SPERANZA. Si, perché Eddy ora ha cambiato nome, si chiama Edouard Louis, è fuggito a Parigi, ha continuato gli studi, ha 21 anni, ha avuto la forza di raccontare la sua storia, e soprattutto ha vinto. Perché i veri sconfitti della storia sono i genitori, violenti e ignoranti, sono gli amici, che non avevano altra prospettiva che quella di rimanere a vita ancorati in quel mondo. Sono i bulli, che non avranno sicuramente il futuro di Edouard. La fuga ha salvato Eddy, e non è stata come una resa. Ma come una vittoria, che purtroppo spesso non tutti gli omosessuali, i discriminati, le minoranze, riescono a portare a casa.
7) E’ UN RACCONTO POLITICO. Perché la politica lì ha fallito, non esiste. Non esiste la scuola, che diventa come un semplice modo per depositare i ragazzi fino ai 16 anni per far prendere alle famiglie i sussidi dallo stato. Non esiste la cultura, pure chi fa teatro viene visto male, e il padre di Eddy fatica addirittura a portare suo figlio a fare le audizioni di teatro, “perché così spreco la benzina”. Non esiste la sanità, si ha paura addirittura di chiamare il medico per curare una persona, e il paese è in preda allo svago dell’alcolismo. Non esiste la Chiesa, neanche un accenno ad alcuna religione, ad alcuna fede. Non esiste lo sport, perché pure il calcio nei campetti viene visto come un modo per “discriminare” il più debole, quello meno capace.

E tutto ciò avviene, nella Francia della libertè, egalitè, fraternitè. Nella Francia dei diritti.
Nei giorni nostri.

Se la D’Urso ci supera sui diritti

Ieri c’è stato il pride in decine e decine di città. L’Italia ormai è rimasto uno dei pochi paesi occidentali senza (o con pochi) diritti per gli omosessuali. Anche i più semplici, come il diritto di potersi “civilmente” sposare, vengono negati.

Il segretario del PD, e presidente del consiglio Matteo Renzi ha promesso che a settembre inizierà l’iter per discutere sulla civil partnership, ma pensando alla lentezza enorme del nostro parlamento, la speranza che l’iter giunga a conclusione con una buona legge, è molto vana.

Per questo c’è bisogno di raccogliere tutti gli endorsement, o segnali positivi, che ci giungono anche da altri schieramenti. E’ positivo che Feltri e la Pascale abbiano deciso di prendere la tessera dell’Arcigay, come è positivo che la D’Urso abbia preso così a cuore i diritti per le coppie LGBT, da twittare più volte nella giornata di ieri

Qualcuno ha detto che si tratta di paraculismo. E mi chiedo dove viva questo qualcuno. Tra una miriade di “ci sono ben altri problemi”, o “prima la famiglia vera”, a destra la Pascale, la D’Urso, e Feltri sono la minoranza della minoranza. E forse anche nella politica tutta. Se si diventa settari, si rischia di non vedere realizzato (ancora) niente. E invece bisogna raccogliere la più grande quantità di consenso e convogliarlo in iniziative e battaglie comuni.

Barbara D'Urso

Appena ho letto i tweet della D’Urso, ho pensato al Pd, e ho pensato a quanto sarei orgoglioso del mio partito se quella della D’Urso fosse la linea “di tutti” i componenti, di tutti i membri, di tutti i parlamentari. Non è così. Già leggo persone che, nascondendosi dietro la fede cattolica, mettono le mani avanti. (Stamattina un comunicato stampa del senatore Collina, di Faenza, parla chiaro: si scende alla mediazione, pure all’interno del Pd, pur partendo da un testo che dà il minimo indispensabile alle coppie omo).

Stefano Collina-PD

E di comunicati stampa simili ce ne sono una marea, anche di altri Onorevoli.
Chissà come andrà a concludersi la discussione. Intanto speriamo che la linea “D’Urso” (nei diritti civili) prevalga. Sarebbe un passo avanti, per il PD, e per l’Italia.